Piena solidarietà e sostegno ai medici “accusati” di rispettare il codice deontologico
NO CPR Il 3 giugno Vittorio Agnoletto (Medicina Democratica) e Nicola Cocco (Rete No CPR) hanno segnalato all’Ordine dei Medici di Milano casi documentati di idoneità certificate per persone in condizioni cliniche incompatibili con il CPR. Il 16 settembre 23 medici sono stati perquisiti dalla Procura di Ravenna; uno è indagato. Presidio a Milano il 21 settembre in piazza S.Babila alle 18:00. Continua a leggere l'articolo completo...
Il 3 giugno 2026 il dr Vittorio Agnoletto, di Medicina Democratica, e il dr Nicola Cocco della Rete No ai CPR hanno inviato una nota al Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano per segnalare casi documentati di certificati di “idoneità” relativi a persone destinate a essere rinchiuse a tempo indeterminato nel CPR di Milano.
Si evidenziava che il quadro clinico di queste persone era tale da rendere incompatibile la permanenza nel CPR. Una condizione che si verificherebbe anche in molti altri casi, anche per persone in condizioni fisiche e psicologiche iniziali “normali”, date le condizioni concentrazionarie nelle quali è costretto a vivere chi ha peccato di clandestinità.
Certificati di incompatibilità coerenti con le direttive ministeriali sugli screening nonchè con il codice deontologico Medico che chiama gli operatori sanitari a tutelare in particolare le persone fragili e/o vulnerabili.
In direzione assolutamente contraria, in coerenza però con l’abbrivio “securitario” e repressivo esplicitato con particolare veemenza dal presente governo, sono state le iniziative giudiziarie contro quei medici che, in coscienza, hanno rifiutato di certificare come idonee persone con evidenti problemi fisici/psicologici : chi rispetta il codice deontologico appare “deviante” rispetto ai professionisti che sostenevano la piena “carcerabilità” pur in evidenzia di condizioni di fragilità/dipendenza.
Eppure è noto a tutto che le inchieste svolte, anche su segnalazione della Rete No ai CPR, hanno fatto emergere in tutta Italia il bubbone delle condizioni estreme nei CPR di per sè in grado di far “impazzire” chiunque nei tempi lunghissimi di una impropria detenzione.
Di questi aspetti, inclusi quelli riguardanti il ruolo dei medici, ne abbiamo scritto, anche con interventi del Dr. Nicola Cocco sulla nostra rivista (n. 266/268) disponibile alla lettura qui.
A disposizione per la lettura il numero 266-268 di Medicina Democratica – Medicina Democratica
Tra questi interventi segnaliamo quello di Francesca Esposito proprio sul tema : “Tra Cura e Complicità: una riflessione critica sul lavoro psicologico in contesti di detenzione amministrativa”.
Perchè scriviamo di questo ? Perchè il Dr. Nicola Cocco e altri 23 medici, sono stati oggetto di perquisizioni e interrogatori. Il solo Dr Nicola Cocco è accusato di associazione a delinquere “finalizzata al blocco dell’ingresso dei migranti nei CPR” ovvero dedito a produrre certificati, considerati falsi, di “non idoneità” (36 dinieghi in totale tra il 2024 e il 2026), la “associazione” corrisponderebbe alla Rete No ai CPR: battersi contro l’ignominia dei CPR e le condizioni disumane di detenzione, è un delitto.
Per noi è un mondo al contrario, per chi condivide le posizioni di Vannacci è il mondo dalla parte “normale”: obiettivo esplicito è premiare chi è ligio e si presta ad assecondare la furia concentrazionaria nei confronti dei migranti “clandestini”, anche se i “certificati di idoneità” risultano redatti con poca o nulla cura e rispetto sia delle persone che delle direttive stesse del ministero, mettendo da parte il codice deontologico. Chi attua in modo rigoroso il proprio ruolo e le direttive ministeriali va perseguitato anche perchè ha espresso pubblicamente la propria contrarietà al “sistema CPR”.
Siamo convinti che le accuse si sgonfieranno a breve ma la vicenda giudiziaria messa in piedi con gran spolvero di polizia e strumenti persecutori sia un monito per quei medici che non guardano dall’altra parte quando compilano certificazioni con conseguenze per la vita delle persone così significative.
a cura di Marco Caldiroli
Invitiamo chi è in zona a Milano al presidio previsto per il 21 settembre, Piazza San Babila, dalle ore 18.00.

