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Ci ha lasciato l’architetto Pietro Galli – disegnatore per la rivista Medicina Democratica

Diritti   Improvvisamente ci ha lasciato l’Architetto Pietro Galli a 86 anni. E’ stato il grafico della rivista Medicina Democratica nella sua “nuova serie” ovvero dal 1990 grazie alla proficua collaborazione con Luigi Mara. E’ stato anche il momento in cui, in età matura, l’ho reincontrato dopo averlo avuto come professore (“disegno tecnico”) nei primi due anni delle superiori (e ci aveva reso “sopportabile” quella materia….). Un uomo di sinistra “profonda”, oggi diremmo “di altri tempi”, …

 

Improvvisamente ci ha lasciato l’Architetto Pietro Galli a 86 anni.

E’ stato il grafico della rivista Medicina Democratica nella sua “nuova serie” ovvero dal 1990 grazie alla proficua collaborazione con Luigi Mara.

E’ stato anche il momento in cui, in età matura, l’ho reincontrato dopo averlo avuto come professore (“disegno tecnico”) nei primi due anni delle superiori (e ci aveva reso “sopportabile” quella materia….).

Un uomo di sinistra “profonda”, oggi diremmo “di altri tempi”, con i piedi saldamente per terra e con convinzioni altrettanto salde ma aperto per interpretare quello che cambiava, troppo spesso oramai non in positivo, senza alcun tentennamento nelle valutazioni e nel decidere da che parte stare.

Era il primo che poteva leggere l’intera rivista per poterne poi rappresentarne graficamente più che il contenuto letterale “l’anima” . Ogni volta che gli portavo le bozze si apriva una richiesta di illustrarla per capirne a fondo direzione e approcci ai temi trattati. E quando ripassavo per ritirare i disegni si apriva una discussione che passava, in modo solo apparentemente casuale, da approfondimenti e commenti su alcuni articoli ai temi di attualità nella politica nazionale e locale. Su questi mi illustrava i motivi delle sue scelte grafiche.

La sua ultima fatica per noi è stato il numero su Maccacaro, a luglio di quest’anno.

Lo voglio ricordare qui con il disegno che mi ha regalato nei primi giorni dell’anno, il disegno che è divenuto la copertina del penultimo numero della rivista, dati i tempi che costringono al pessimismo della regione un palese richiamo all’ottimismo della volontà.

Ciao Pietro

a cura di Marco Caldiroli