Diritti in salute – n. 35 – 27 settembre 2025
Diritti Diritti in Salute – la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto n. 35 – 27 settembre 2025 Storie di ordinaria follia nella sanità italiana. Gli ospedali si preparano alla guerra Ma parliamo anche di quanto uccide il caldo, di un Cavallo nei CPR, della difficile strada per i diritti delle persone trans In questo numero parliamo di: Storie di ordinaria follia nella sanità italiana Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò Marco Cavallo arriva nei CPR Nel …
Diritti in Salute – la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto
n. 35 – 27 settembre 2025
Storie di ordinaria follia nella sanità italiana. Gli ospedali si preparano alla guerra
Ma parliamo anche di quanto uccide il caldo, di un Cavallo nei CPR, della difficile strada per i diritti delle persone trans
In questo numero parliamo di:
- Storie di ordinaria follia nella sanità italiana
- Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò
- Marco Cavallo arriva nei CPR
- Nel mondo. Quanto, dove e chi uccide il caldo?
- Nel mondo. Persone trans: la difficile strada per i dirittiper leggere i contenuti iscriviti alla newsletter : Diritti in Salute di Vittorio Agnoletto | Substac
Riportiamo, per l’importanza il primo tema:
Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò
Anche se con meno clamore di Francia e Germania, anche l’Italia prepara un piano per attrezzare gli ospedali a ricevere i feriti di un eventuale attacco militare. Lo scenario è quello di un’ipotetica entrata in guerra dell’Italia, a seguito dell’attivazione del trattato della Nato.
Trattato che, all’articolo 5, prevede una risposta congiunta di tutti i paesi dell’Alleanza nel caso uno di loro sia attaccato. Del piano ne riferisce Il Sole 24 Ore nella sua edizione del 12 settembre: “…è stato istituito un tavolo tecnico al ministero della Salute che si è già riunito un paio di volte e sono cominciate le prime interlocuzioni per una “strategia sulla resilienza in campo sanitario” in caso di attivazione del Trattato della Nato”.
Il piano in discussione, al quale stanno lavorando Palazzo Chigi, il ministero della Difesa e quello della Salute, si baserebbe su tre fasi che andrebbero dall’arrivo delle truppe al rientro dei feriti. Il decreto che ha dato l’avvio al tavolo tecnico prevede che questo elabori, tra l’altro, risposte a “scenari di crisi come, ad esempio, in caso di attivazione degli articoli 3 e 5 del Patto Atlantico”. Dopo le delibere della Regione Lombardia per lo stoccaggio di milioni di compresse di ioduro di potassio per fronteggiare eventuali emergenze nucleari, ora siamo all’attivazione di ospedali in tutt’Italia per ricevere feriti di guerra.
Non è un gioco. Se non li fermiamo in tempo sarà troppo tardi.
