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Diritti in Salute n. 40 del 6 dicembre 2025

Diritti   Diritti in Salute – la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto N. 40 – 6 dicembre 2025 In questo numero parliamo di: Cade la maschera. I soldi della sanità sono il vero obiettivo dell’autonomia differenziata Mohammed: un palestinese in un Cpr. Tragedia su tragedia In Italia e nel mondo: l’Hiv non si arrende grazie ai tagli ai fondi per la cooperazione Per leggere i contenuti iscriviti a  Diritti in Salute di Vittorio Agnoletto | Substack   Riportiamo …

 

Diritti in Salute – la newsletter quindicinale di Vittorio Agnoletto N. 40 – 6 dicembre 2025

In questo numero parliamo di:

  1. Cade la maschera. I soldi della sanità sono il vero obiettivo dell’autonomia differenziata
  2. Mohammed: un palestinese in un Cpr. Tragedia su tragedia
  3. In Italia e nel mondo: l’Hiv non si arrende grazie ai tagli ai fondi per la cooperazione

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Riportiamo sotto, per attualità e importanza, il punto 1 della news letter di Vittorio Agnoletto

Cade la maschera. I soldi della sanità sono il vero obiettivo dell’autonomia differenziata

Tra il 18 e il 19 febbraio il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Calderoli ha firmato una “pre-intesa” con i presidenti di Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto sul tema dell’autonomia differenziata, ignorando totalmente i rilievi e le indicazioni della Corte Costituzionale. Vista la complessità del documento, a questo link potete trovare una spiegazione più semplice di quello che è stato il parere della Corte. Saranno i giuristi a dover valutare il peso legislativo delle pre-intese firmate che, a parer mio (e non solo mio) è pari a zero; e poi al Parlamento spetterà fare la sua votazione. Intanto però, il documento firmato è di estremo interesse perché finalmente svela in modo esplicito e verificabile da tutti quale sia il vero obiettivo dell’autonomia differenziata: disporre in assoluta libertà dei fondi destinati alla sanità, che rappresentano mediamente circa l’80% dell’intero bilancio di una regione.

Infatti come spiega Marco Caldiroli (non Calderoli!), presidente di Medicina Democratica, le regioni firmatarie chiedono la “discrezionalità nella gestione delle risorse in ambito sanitario” ed in particolare di definire in autonomia sia “la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione degli assistiti”, sia “la programmazione degli interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende del sistema sanitario regionale”, inoltre rivendicando anche la possibilità di istituire e gestire fondi sanitari integrativi. Il tutto in “deroga alla normativa vigente”.

Infine, chiedono di poter utilizzare le risorse destinate alla sanità a proprio piacimento “in deroga ai vincoli di spesa specifici della spesa sanitaria”. Da notare come nella relazione 2025 per il bilancio 2024 la Corte dei Conti regionale lombarda avesse riportato la presenza di ”quasi 11 miliardi di residui finali al 31 dicembre 2024”, un residuo che “suggerisce la mancata effettiva destinazione del finanziamento sanitario agli obiettivi di salute cui è vincolato”.

La lettura della pre-intesa rende evidente un duplice obiettivo: regolarizzare e portare a compimento la privatizzazione e la distruzione del Servizio Sanitario lombardo, e contemporaneamente costruire un quadro legislativo che permetta di generalizzare tale modello. La richiesta di poter istituire e gestire fondi sanitari integrativi è in perfetta continuità con la delibera lombarda 4986 del 15 settembre 2025, un documento che disciplina le prestazioni erogate da strutture ed enti pubblici in rapporto con fondi, mutue e assicurazioni. Il tutto è attuato attraverso un percorso di finanziarizzazione della sanità lombarda sempre più spinto, come spiego ampiamente in questo mio recente articolo per Valori. Penso sia il momento di riprendere – sia tra la società civile e i movimenti, sia a livello istituzionale – la mobilitazione contro l’autonomia differenziata, superando l’impasse seguito alla cancellazione del referendum. Dobbiamo, in sostanza, esigere che siano rispettate le indicazioni della Corte Costituzionale, e impegnarci per spiegare quali sono i veri obiettivi di questa operazione politica.