Verità e propaganda sulle liste di attesa in Lombardia ma non solo
Liste d'attesa Le cause delle liste d’attesa (prima visita) non sono riconducibili a un unico motivo e a una unica responsabilità, ulteriore elemento che rende difficile la individuazione delle stesse è anche nelle differenti modalita’ e regole organizzative diverse da regione a regione. Aldo Gazzetti cerca di individuare in primo luogo le domande “corrette” da percorrere per avere risposte il più possibile esaurienti, perlomeno nel caso “pilota” della Lombardia (caratterizzato dall’estensione e dalla “libertà” di cui gode …
Le cause delle liste d’attesa (prima visita) non sono riconducibili a un unico motivo e a una unica responsabilità, ulteriore elemento che rende difficile la individuazione delle stesse è anche nelle differenti modalita’ e regole organizzative diverse da regione a regione.
Aldo Gazzetti cerca di individuare in primo luogo le domande “corrette” da percorrere per avere risposte il più possibile esaurienti, perlomeno nel caso “pilota” della Lombardia (caratterizzato dall’estensione e dalla “libertà” di cui gode la sanità privata pur entro il contesto del Sistema – non Servizio sic – Sanitario Regionale).
Si tratta di un documento già recentemente pubblicizzato da Diritti in Salute ma che riteniamo meriti un ulteriore “lancio” proprio per le utili valutazioni per lo più valide anche a livello nazionale.
In particolare viene messa in luce la “politica” della regione Lombardia per far apparire come in via di risoluzione le criticità dei tempi delle erogazioni delle prescrizioni evidenziando anche il “non ruolo” del privato
L’analisi delle modalità di accesso e i criteri di priorità sono altresì utili in questo periodo ove le regioni hanno adottato o stanno adottando misure (DM 25.11.2024) per ridefinire tempi minori di validità delle ricette (priorità B – breve entro 10 giorni – e D – Differibile, entro 30 giorni) in modo da far “scadere” automaticamente prestazioni non richieste entro i tempi introdotti (diversi da regione a regione). Tanto più considerando che la indicazione della classe di priorità è oggi legalmente obbligatoria solo per le prime visite, ampliando così il numero e le criticità della classe P (programmabile – entro 120 gg).
Una misura più “taglia numeri” che “taglia liste” e, ove non sorretta da una organizzazione adeguata per la gestione degli appuntamenti, rischia di incrementare semplicemente la quota di prestazioni a cui le persone non accedono ovvero rinunciano, non per semplice pigrizia o superamento del problema clinico, e per incrementare l’utilizzo di quelle a pagamento.
Su questo contesto agisce il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA) 2026-2028 con promesse mirabolanti e interventi, da articolare a livello di singola regione, tutti da verificare nella loro introduzione ed efficacia.
Alla prossima puntata …..
