In Sardegna mobilitazione per salvare il diritto alla salute

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Medicina Democratica tra le realtà sarde che organizzano una manifestazione per il diritto alla salute a Cagliari il 7 marzo., ore 9.00 piazza dei Centomila.

Qui l’inizio del documento che promuove l’iniziativa.

 

DIRITTO ALLA SALUTE COME DIRITTO UNIVERSALE Prima condizione della dignità umana

Da anni denunciamo l’emergenza sanitaria in Sardegna e la profonda crisi del Servizio Sanitario pubblico. In sua difesa abbiamo più volte manifestato insieme a cittadine e cittadini, malati, comitati, associazioni, sindaci, amministratori e organizzazioni sindacali.
Oggi la sanità pubblica attraversa una crisi senza precedenti che richiede interventi straordinari. È in atto un progressivo depotenziamento del servizio pubblico a favore di quello privato. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non sono garantiti.
Interi territori sono privi di adeguata assistenza territoriale:
 mancano oltre 500 medici di medicina generale e circa 450.000 sardi ne sono privi;
 mancano oltre 50 pediatri di libera scelta;
 i posti letto e il personale delle strutture pubbliche sono insufficienti;
 diversi reparti ospedalieri sono chiusi;
 i Pronto Soccorso sono allo stremo;
 le liste di attesa impediscono l’accesso tempestivo alle cure e costringono molti cittadini a ricorrere al privato;
 circa il 20% dei sardi rinuncia alle cure, pari a oltre 320.000 persone.
È indispensabile una vasta mobilitazione popolare in difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute.
Invitiamo cittadine e cittadini, sindaci, associazioni e organizzazioni sociali ad aderire alla manifestazione regionale a Cagliari del 7 marzo 2026.
È urgente dotare la Regione di un Piano Socio Sanitario triennale adeguato ai reali bisogni di salute, con interventi a breve, medio e lungo termine.

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LE NOSTRE RICHIESTE
 Riorganizzare la sanità territoriale pubblica e i Distretti, fondamentali presidi di prevenzione e cura delle malattie croniche. Realizzare le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità con adeguato personale. Attuare l’associazionismo medico e l’integrazione tra la medicina generale e le nuove strutture territoriali. Potenziare i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e personale sanitario nei territori scoperti e carenti;
 Approvare il Piano Socio Sanitario Regionale aggiornato per i prossimi tre anni;
 Aumentare il bilancio per la sanità pubblica. Approvare un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri strutturati, con livelli retributivi adeguati e specifici vincoli contrattuali di durata e permanenza territoriale, finalizzati a garantire stabilità organizzativa e continuità dell’assistenza. Assicurare i posti letto previsti dalla legge nella rete ospedaliera sarda. Istituire il corso di specializzazione universitario per la Medicina generale. Rispettare il principio che assegna alla sanità privata una funzione integrativa, non sostitutiva, del SSR;
 Assumere e stabilizzare il personale OSS già selezionato tramite procedure pubbliche, far scorrere le graduatorie concorsuali;
 Abolire il numero chiuso per l’accesso alle facoltà delle professioni sanitarie. Le modifiche attuate nel 2025 per la selezione sono peggiorative rispetto alle precedenti;
 Fare ricorso anche ai medici e agli operatori sanitari stranieri, in questa fase di grave carenza, per garantire prestazioni di qualità;
 Ripristinare la rete di prevenzione e cura della salute mentale fin dall’età infantile e giovanile; garantire tutte le figure professionali necessarie per la presa in carico multidisciplinare, orientata ai percorsi individuali di ripresa ed emancipazione sociale;
 Operare la prevenzione delle malattie nei luoghi di lavoro, garantire la salute delle comunità con indagini epidemiologiche territoriali, specie nei siti inquinati, ed effettuare le relative bonifiche. Potenziare il Servizio di Igiene pubblica e medicina veterinaria;
 Rafforzare l’Osservatorio epidemiologico regionale e istituire il Registro Tumori regionale e quello del Sud Sardegna, in uno specifico e autonomo Dipartimento, nonché i registri di patologia e delle malattie rare;
 Rafforzare il ruolo dei Comuni nei Comitati di Distretto e nelle Conferenze dei Sindaci, per una piena governance socio-sanitaria a partire dalla necessità di tutela della salute dei cittadini nei territori. I sindaci devono riacquistare un ruolo decisionale nella programmazione socio sanitaria.

Qui il documento integrale

Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica (CCSSP)