Il 13 gennaio 2026 si è tenuto un convegno presso l’Università Statale di Milano sulla attualità del pensiero di Giulio A. Maccacaro
In attesa che siano disponibili le registrazioni dell’evento, che metteremo a disposizione, riportiamo il testo “esteso” dell’intervento svolto come Medicina Democratica in quel contesto.
Sono convinto che quando Giulio Maccacaro propone e scrive di partecipazione quale elemento fondante e peculiare di quella riforma della sanità italiana nei primi anni ’70 e poi realizzata nella forma della L. 833/1978, abbia presente il suo incontro con i Consigli di Fabbrica, tra cui quello della Montedison di Castellanza, e con Luigi Mara (“L’onere della prova di cancerogenicità: sulle cose o sugli uomini ?” apparso su Sapere del settembre 1976).
Un incontro con una realtà, rappresentativa anche di altre, che si muoveva in un contesto, rispetto all’attuale, in cui le forze riformatrici (forze politiche di sinistra, sindacati, movimenti per i diritti) erano relativamente forti ma, nel contempo, è una esperienza che preme per un ulteriore passo in avanti rappresentato dalla rivendicazione e dalla pratica della autoorganizzazione e della non delega. In fabbrica (uso volutamente questo termine oggi considerato vetusto e parziale) con le rivendicazioni su salute e sicurezza come nella società a partire dalla proposta delle “mappe di rischio” e da quanto sottendono in termini di vertenze ambientali e di tutela della salute collettiva.
Questo incontro è il “mito fondatore” di Medicina Democratica e il suo richiamo e la sua affermazione, attualizzata, rappresenta quel nucleo concettuale che ci ha permesso di resistere per 50 anni nonostante gli estremi cambiamenti di contesto.
La partecipazione, in quel contesto, è richiesta, anzi rivendicata, come presenza dei movimenti dentro le decisioni per il cambiamento istituzionale, si accompagna alla “scienza popolare” che mette in discussione i cicli produttivi capitalisti affermando che “la prevenzione si fa con l’impiantistica” ovvero progettando, realizzando e manutenendo luoghi di lavoro a misura di uomo e donna.
Una partecipazione “schierata”, per far emergere, anche nelle istituzioni, le contraddizioni e le ingiustizie sociali, oltre i limiti degli stessi enti, e individuare i percorsi e gli obiettivi per superarle…………………
Qui scaricabile il testo completo
intervento Caldiroli 13 gennaio
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