Diritti

La visione della sanità “alla rovescia” secondo la maggioranza consigliare lombarda

Diritti La sanità pubblica “integrativa” alla sanità privata, l’indirizzo lombardo è chiaro Se vi era bisogno di avere conferma che in regione Lombardia chi “governa” la sanità pubblica ha una visione opposta a quella prevista dalla riforma sanitaria del 1978 l’ha avuta dall’andamento del Consiglio Regionale del 10 febbraio 2026 convocato dalle opposizioni in relazione allo stato del Servizio Sanitario Regionale (che in Lombardia non è un “servizio” ma un “Sistema”, il che la dice già …

La sanità pubblica “integrativa” alla sanità privata, l’indirizzo lombardo è chiaro

Se vi era bisogno di avere conferma che in regione Lombardia chi “governa” la sanità pubblica ha una visione opposta a quella prevista dalla riforma sanitaria del 1978 l’ha avuta dall’andamento del Consiglio Regionale del 10 febbraio 2026 convocato dalle opposizioni in relazione allo stato del Servizio Sanitario Regionale (che in Lombardia non è un “servizio” ma un “Sistema”, il che la dice già tutta …).

La seduta si è conclusa con l’ovvia approvazione di una mozione di autoincensamento della maggioranza che afferma che i problemi sono limitati e in via di soluzione, confermando la bontà delle scelte dal 1997 (prima “riforma sanitaria” Formigoni ad oggi) .

Ma il passaggio più significativo riportato ed evidenziato anche nel report per i media è il seguente :

Si invita inoltre a confermare il modello sanitario lombardo fondato sull’integrazione tra pubblico e privato accreditato e sulla libera scelta del cittadino e a continuare il potenziamento e proseguire la valorizzazione del sistema di emergenza-urgenza, un’eccellenza lombarda.

Sistema sanitario lombardo: via libera in Consiglio al testo della maggioranza – Lombardia Quotidiano

Nella tipica visione lombarda della “equivalenza pubblico privato” la dichiarazione appare non particolarmente significativa ma mostra con evidenza il rovesciamento di approccio che sta distruggendo, un po’ per volta, la sanità pubblica in Lombardia.

La nota prospetta un pubblico che si “integri” con il privato quando, per legge, è la sanità privata che deve integrarsi rispetto a quella pubblica : la sanità privata per definizione, purtroppo non per realtà oramai, è “integrativa” alle funzioni generali di attuazione del diritto alla salute (a partire dalla prevenzione primaria ….) assegnate alle strutture pubbliche.

L’art. 44 della L. 833/1978 è stato motivatamente indicato come un “cavallo di Troia” nella norma dal quale sono uscite e si sono espanse  le successive norme,  a livello regionale in particolare, che hanno spianato la strada al privato fino alla situazione attuale, ma quello che ricordiamo è che questo è avvenuto andando ben oltre le condizioni previste dalla norma nazionale e grazie all’inerzia dei governi che si sono succeduti da allora.

Il piano sanitario regionale di cui all’articolo 55 accerta la necessità di convenzionare le istituzioni private di cui all’articolo precedente, tenendo conto prioritariamente di quelle già convenzionate.
La legge regionale stabilisce norme per:
a) le convenzioni fra le unità sanitarie locali e le istituzioni private di cui all’articolo precedente, da stipularsi in armonia col piano sanitario regionale e garantendo la erogazione di prestazioni sanitarie non inferiori a quelle erogate dai corrispondenti presidi e servizi delle unità sanitarie locali; (…)

La dizione lombarda conferma la strada del rovesciamento dei rapporti ovvero a far divenire “preminente” la sanità privata e un approccio di mercato per gli utenti (non a caso in Lombardia è stata approvata la delibera sulla “superintramoenia”) con il relativo, “sussidiario”, codazzo di mutue, assicurazioni per superare la fila delle liste d’attesa … per chi può permettersi per reddito o condizione lavorativa (welfare aziendale) di poter pagare più del “ticket” .

Non a caso la Lombardia, nella “preintesa” sulla autonomia differenziata ha incluso la possibilità di fondi integrazioni sanitari regionali come pure mano libera sulle risorse assegnate dal Fondo Sanitario Nazionale, durante la seduta del Consiglio regionale di ieri, presentata come finalizzata ad aumentare lo stipendio degli operatori sanitari ….   (In ogni caso attenzione a chiedere semplicemente un incremento del fondo sanitario nazionale senza chiare indicazioni delle finalità).

Superfluo ricordare che il recente progetto di legge delega governativo sulla sanità, nella sua genericità, non promette nulla di buono a partire dal metodo ovvero dalla tendenza a negare/ridurre alle Camere la discussione di merito.

Come Medicina Democratica Lombardia, assieme a La Lombardia SiCura e a tutte le realtà sociali e politiche disponibili  e che condivideranno basilari obiettivi di salvaguardia del diritto alla salute e rilancio della sanità pubblica, ricorderemo alla maggioranza regionale con una manifestazione a metà aprile, che vi è chi la pensa diversamente.

a cura di Marco Caldiroli