Diritti

Proposte per una modificazione del modello di Sanità in Italia

modelli sanitari Sette proposte per riportare il Servizio Sanitario Nazionale dentro il perimetro dell'art. 32 della Costituzione e della legge 833/1978. Il testo del Gruppo di studio per la salute, pubblicato su Stultifera Navis il 29 luglio 2026, parte da una constatazione verificabile: le statistiche sanitarie disponibili non permettono di misurare quanto del sistema sia pubblico, quanto privato, quanto ibrido. Senza quel dato, ogni riforma resta priva di fondamento controllabile. Le 7 proposte declinate nel testo vanno dalla revisione delle classificazioni statistiche alla chiusura dei varchi di ingresso del privato, fino all'inversione graduale della privatizzazione del sociosanitario. Medicina Democratica considera questo testo un contributo di merito al dibattito aperto sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale e invita alla sua lettura.

In un periodo in cui si accavallano e si intrecciano proposte e azioni di ulteriore deriva del Servizio Sanitario Nazionale ed in particolare alla sua parte – e funzione – pubblica “Le proposte per una modificazione del modello di Sanità in Italia” costituiscono acqua fresca in cui trovare chiari percorsi di ricostruzione del Servizio.

Autori : Maria Elisa Sartor, Riccardo Visani e Antonio Muscolino

Il testo integrale lo si può trovare qui ed invitiamo alla sua lettura

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Il documento completo è pubblicato sulla rivista Stultifera Navis. Ne raccomandiamo la lettura.

Proposte per una modificazione del modello di Sanità in Italia →

Sono sette letture e relative proposte di modificazione (rilancio della sanità pubblica e della funzione della sanità quale strumento per l’attuazione del diritto alla salute) così strutturate

<< Le proposte per l’avvio della trasformazione in senso pubblicistico del modello

Proposta 1. Ripristino corretto dei dati primari attraverso la revisione delle classificazioni statistiche con produzione di una reportistica periodica, omogenea su base regionale e quindi nazionale

Proposta 2. Sanzionare gli SSR non trasparenti: la trasparenza come condizione del controllo democratico

Proposta 3. Rilettura del modello di sanità italiana alla luce dell’articolo 32 della Costituzione e dei principi della legge 833/1978

Proposta 4. La forma “azienda” nella componente pubblica del SSN ha fatto il suo tempo

Proposta 5.  Iniziative per affermare che la sanità, per generare salute, non può che rifiutare i mercati

Proposta 6.  Chiusura dei varchi di ingresso del privato in sanità

Proposta 7.  Cominciare ad invertire il processo di privatizzazione del sociosanitario

Esiti attesi dall’implementazione delle proposte. >>

Si tratta di un testo prezioso per chi vuole rilanciare il SSN e la sanità pubblica nettamente in direzione opposta rispetto non solo alle attuali iniziative del governo ma anche di molte “menti” che si applicano a sostenere ulteriori indebolimenti della universalità del SSN come il documento “delle 14 università” presentato il 25.06.2026 che ha il fulcro in “visioni” come quelle che qui riportiamo dal medesimo documento:

<< …., va distinto dal concetto di SSN il concetto di sistema dei servizi della salute, che è più ampio e comprende anche i servizi alimentati dal finanziamento privato nella forma di fondi e casse di solidarietà privata, assicurazioni, pagamento diretto (out of pocket), welfare aziendale. (…) ,” più precisamente, per gli estensori : “b) il sistema dei servizi della salute composto da tutti i circuiti economici e i soggetti che in essi operano (finanziatori, erogatori, gestori, enti del Terzo Settore, attori di advocacy delle attività sanitarie, socio-sanitarie e di ricerca); c) il SSN, ovvero l’insieme dei soggetti pubblici e privati, finanziati e regolati direttamente dall’intervento pubblico.>>

Come Medicina Democratica siamo e saremo al centro di questa discussione affinchè sia indirizzata, nelle possibili differenze di impostazione, coerentemente verso un rilancio della sanità pubblica, delle politiche di prevenzione primaria come di quelle di trasparenza e partecipazione.

Un compito nostro come delle persone, degli operatori sanitari, dei partiti politici e delle realtà associative.

Marco Caldiroli