Diritti

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, tutta chiacchere e distintivo – quarta parte

Diritti Nelle puntate precedenti abbiamo descritto l’approccio “militaresco” vuoto e inconcludente della Regione Lombardia nell’utilizzare le risorse dalle sanzioni in materia  di sicurezza sul lavoro emesse dai tecnici di prevenzione dei servizi di sicurezza negli ambienti di lavoro (PSAL) delle ASL (ATS in Lombardia) per acquistare “divise” (fino a ridicole calzamaglia) griffate e grigio/verdognole. La palese volontà di far assomigliare i tecnici della prevenzione lombardi alla polizia locale è altresì evidente dall’acquisto (anzi noleggio) di nuove …

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Nelle puntate precedenti abbiamo descritto l’approccio “militaresco” vuoto e inconcludente della Regione Lombardia nell’utilizzare le risorse dalle sanzioni in materia  di sicurezza sul lavoro emesse dai tecnici di prevenzione dei servizi di sicurezza negli ambienti di lavoro (PSAL) delle ASL (ATS in Lombardia) per acquistare “divise” (fino a ridicole calzamaglia) griffate e grigio/verdognole.

La palese volontà di far assomigliare i tecnici della prevenzione lombardi alla polizia locale è altresì evidente dall’acquisto (anzi noleggio) di nuove auto dotate di sirena e lampeggianti.

Quello che risultava particolarmente odioso, perlomeno a molti tecnici, era il “regolamento” connesso con la delibera di giunta (riportata nei precedenti post – DGR 1686 del 28.12.2023) che, in sostanza, obbligava, proprio come il personale della polizia locale a indossare la “divisa” durante tutto il periodo di servizio.

Una immagine militarizzata, di “autorità”, che nulla ha a che vedere con il ruolo dei tecnici. I tecnici di PASL hanno necessariamente la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria per i poteri di accesso nei luoghi di lavoro e di emissione di provvedimenti sanzionatori connessi con l’attuazione delle normative di sicurezza (ciò per rendere i controlli istituzionali in grado di correggere o punire le violazioni da parte dei datori di lavoro e degli altri soggetti obbligati) ed è necessario avere (li hanno da decenni) indumenti che li identificano come appartenenti al servizio pubblico.

Altra cosa però è essere costretti – questo è stato il messaggio ricevuto dalle direzioni aziendali – a indossare in modo continuativo determinati indumenti.

Chi conosce il nostro settore (chi scrive è un tecnico della prevenzione di PSAL) sa bene che la nostra autorevolezza nei confronti dei soggetti che incontriamo è legata alle nostre conoscenze e alla capacità, anche dialettica e di rapporto, di individuare e spiegare le carenze che verifichiamo, siano esse durante un sopralluogo ordinario che legate a indagini per infortuni o malattie professionali.

Una immagine di “autorità” senza autorevolezza rischia di essere controproducente e affossare ulteriormente la capacità di risposta da parte dell’ente pubblico preposto ai controlli (ancor meno a costruire e mantenere un rapporto con i soggetti – datori di lavoro e lavoratori in primis – per costruire quella “cultura della sicurezza” che tutti richiedono.

Per questi motivi Medicina Democratica ha voluto prendersi carico del problema segnalato dai tecnici (vista anche l’assenza di reazione da parte dei sindacati) attivandosi per la presentazione di una interrogazione regionale (ringrazio il consigliere 5 Stelle Nicola Di Marco per la sua disponibilità) per la quale abbiamo ottenuto una risposta (dopo ben cinque mesi dalla presentazione) che ci rafforza nella giustezza delle nostre convinzioni. La risposta è scaricabile qui.

interrogazione regolamento divise tecnici

Anche se in burocratese la risposta afferma chiaramente che il “regolamento” incluso in quella delibera relativamente all’obbligo di indossare le “divise” non è un regolamento ma una linea guida e pertanto non determina alcun obbligo da parte del personale degli PSAL. I direttori generali sono ora coscienti che non possono provare alcuna forzatura in questa direzione

Nel frattempo, come visibile sopra, ci hanno assegnato dei nuovi mezzi con sirene e lampeggianti (ma con l’indicazione che non possiamo usarli ….) di cui nessuno sentiva il bisogno, ovviamente ci servono mezzi per spostarci e fare i sopralluoghi ma le panda e utilitarie simili hanno sempre fatto il loro lavoro egregiamente …. fatto salvo le difficoltà di garantire nel tempo una idonea manutenzione.

A cura di Marco Caldiroli – Presidente di Medicina Democratica e tecnico della prevenzione dell’ambiente e nei luoghi di lavoro

QUI TUTTE LE PUNTATE:

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, tutta chiacchere e distintivo – quinta parte

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, tutta chiacchere e distintivo – quarta parte

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, tutta chiacchere e distintivo – terza (ma non ultima) puntata

Sicurezza sul lavoro in Lombardia, tutta chiacchere e distintivo – seconda puntata

Sicurezza sul lavoro in Lombardia : “tutta chiacchere e distintivo”



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