A 10 anni dalla scomparsa di Luigi Mara

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Il 12 maggio 2016 ci lasciava improvvisamente Luigi Mara tra i fondatori di Medicina Democratica assieme a Giulio A. Maccacaro e centinaia di attivisti/e.

Ho avuto la fortuna di collaborare direttamente con lui per oltre 20 anni e ne ho quindi potuto apprezzare sia la preparazione tecnico-scientifica che la chiarezza di obiettivi come pure l’umanesimo della persona dentro quel movimento generale di liberazione degli oppressi a partire dalla tutela della sicurezza sul lavoro.

Perchè in ogni attività ed in particolare nello studio di documenti tecnici che rappresentano la “posizione del padrone” o anche solo la subordinazione agli interessi dei più forti (in particolare nelle vicende giudiziarie) vi è sempre la necessità di affermare la dignità di persone colpite dalla ingiustizia di una condizione subalterna o dell’effetto della stessa sia esso un infortunio, una malattia professionale o l’esposizione ambientale a fattori di nocività.

Lo abbiamo ricordato unitamente a quella stagione di consapevolezza e di mobilitazione auto organizzata che ha portato anche alla riforma sanitaria del 1978,  in un convegno svoltosi a Milano il 20.10.2018 i cui interventi sono stati riversati su un numero di Medicina Democratica ancora disponibile anche su cartaceo (per richieste : medicinademocraticaets@gmail,com

DISPONIBILE ALLA LETTURA IL NUMERO 237-239 DI MEDICINA DEMOCRATICA – Medicina DemocraticaMedicina Democratica

A dieci anni risulta utile rileggere l’orazione dell’allora presidente di Medicina Democratica Piergiorgio Duca per confrontare la attuale realtà della nostra associazione rispetto a quelle considerazione e a quegli obiettivi impegnativi per il collettivo degli attivisti di allora e di oggi che si trovava a dover fare a meno del suo riferimento autorevole.

Caro Luigi

Non è stato assolutamente semplice raccogliere il testimone ma sono certo che tutti coloro che fanno riferimento  a Medicina Democratica anche se con modalità in parte diverse (con il passare del tempo cambiano i contesti in cui si agisce) siamo riusciti a mantenere la “barra dritta” rispetto agli obiettivi statutari che sono rimasti quelli originari del 1976

a cura di Marco Caldiroli