U.S.A. : BENE CON IL GLIFOSATO, MALE CON L’AMIANTO, E UNA SOCIETA’ RUSSA … BALLA (E PROPINA BALLE)

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Dagli Stati Uniti di Trump arriva una (relativamente) buona notizia e una notizia pessima.

Una corte USA ha condannato la Bayer per i danni fisici subiti da un giardiniere esposto per anni al glifosato, riconoscendo la correlazione tra il tumore (linfoma non Hodkin) e l’esposizione a Roundup e altri erbicidi a base di glifosato.
Quella stessa correlazione riconosciuta dall’Agenza Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ma non dall’Agenzia Europea per la Protezione Alimentare (EFSA) e quindi dalla maggioranza dei Paesi UE che hanno prorogato l’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa (e oggi, da buoni coccodrilli, approvano una commissione d’inchiesta …..).

Segnaliamo i commenti dell’Avv. Palmisano sul tema, in particolare per quanto concerne il ruolo nefasto degli scienziati prezzolati e le possibili ricadute (se le associazioni ambientaliste e le popolazioni autoorganizzate vorranno e sapranno cogliere l’occasione) sulla giurisprudenza italiana : https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/13/monsanto-ha-ascoltato-solo-la-scienza-inquinata-che-sul-glifosato-rassicurava/4556832/

La cattiva notizia è che l’Agenzia di Protezione dell’Ambienta americana (EPA) ha attivato una modifica della normativa sull’amianto indicando un elenco di “nuovi” usi e precisamente : Adesivi in particolare in campo automobilistico; Sigillanti e rivestimenti edili; archi ceramici per linee elettriche; guarnizioni per motori e tubi di scappamento di autoveicoli; nastri sigillanti estrusi in gomma o altre materie plastiche; riempitivi per bombole di acetilene; carta isolante di alta qualità per impieghi termici o elettrici; cartoni per applicazioni speciali; parti esterne o per motori missilistici (militari e spaziali); coibentazioni per conduttore (es. pipe line per idrocarburi); plastiche rinforzate; feltri edili; diaframmi per celle a combustibile e batterie; piastrelle in vinile-amianto; materiali da costruzione in genere (diversi dal cemento) come mastici, pitture

La comunicazione dell’EPA invita tutti gli interessati (a produrre, commercializzare, importare ed esportare) prodotti del genere in amianto a “farsi avanti” (entro il 10 agosto) e commentare la proposta (guardando sul sito EPA i commenti finora arrivati sono di segno opposto, cittadini si esprimono contro l’iniziativa e per una politica di restrizione e non di estensione degli impieghi di amianto – non vietati negli USA ma sottoposti a condizioni).
Al termini della procedura l’EPA (il governo USA) stabilirà se questi “nuovi” usi possono essere autorizzati e a quali condizioni (la norma USA obbliga, per 10 sostanze chimiche rilevanti tra cui gli amianti, al rilascio di autorizzazioni di impiego specifiche da parte dell’EPA).
L’EPA pertanto si prende la responsabilità di valutare se l’utilizzo proposto non presenta rischi “irragionevoli” (!!).

Come già segnalato da Il Manifesto (12.08.2018) tra i più entusiasti di questa iniziativa vi è la URAL ASBESTOS MINING AND ORE DRESSING COMPLEX (http://www0.uralasbest.ru/ve.php?fp=3) che possiede la principale miniera di asbesto (crisotilo) in Russia (sui monti Urali a circa 80 km da Ekaterinburg) ne propone – “a norma delle norme russe” – molti prodotti isolanti in particolare in campo edile con amianto vantando le peculiari caratteristiche del minerale rispetto a quello di altri paesi (Canada, Brasile) come quello con meno impurità o sostanze non fibrose e la maggiore purezza in crisotilo.
Contestualmente l’azienda russa (che esporta l’80 % dell’asbesto estratto) rilancia la tesi della ridotta pericolosità del crisotilo rispetto alle altre tipologie di amianto che tanto – a suo tempo – occupò gli “scienziati” (leggasi le popolazioni esposte da un lato e i marchettari delle imprese produttrici) anche in Italia prima del bando del 1992.
L’azienda infatti “denuncia” che il bando europeo ed in altri paesi dell’amianto è “ascientifico”, fondato solo sulla pressione popolare e di mass media “manipolatori” (incluse le evidenze della IARC e anche dell’Istituto Nazionale sul Cancro americano) proponendo una “gestione” controllata dei materiali e dei prodotti a base di amianto crisotilo che ne ridurrebbero ogni (residua) pericolosità.

Terribile pensare (si vedano le due immagini che seguono) all’esposizione delle popolazioni russe a fronte di una “coltivazione” della miniera, a cielo aperto, con esplosivi e alla limitata distanza dalle abitazioni, qualcosa di peggio anche della ex principale miniera di amianto italiana ed europea (Balangero) della cui bonifica (da completare entro il 2020) poco di conosce.

Nel numero di Medicina Democratica 233-234 e su questo sito (https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=4095 ) abbiamo dato conto delle resistenze delle iniziative più recenti per l’estensione del bando all’uso di tutti gli amianti (da ultimo in Canada) e così commentavamo tali resistenze:

CANADA SENZA AMIANTO ? L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEL CRISOTILO SI OPPONE CON VETUSTE E INFONDATE MOTIVAZIONI

Il governo canadese ha deciso il bando totale della produzione di amianto dal 2018 (il Canada è il terzo produttore mondiale dopo Federazione Russa e Cina) ma l’Associazione Internazionale del Crisotilo (ICA) si oppone in nome della “alternativa” costituita da un utilizzo “controllato” dell’amianto. In un documento (“Asbestos : amphilobes must be banned. Chrysotile must be controlled”) sostiene la ridotta pericolosità dell’amianto Crisotilo rispetto agli altri amianti (anfiboli: actinolite, grunerite, antofillite/amosite, crocidolite, tremolite) e quindi la possibilità di escluderlo dal bando con un uso “responsabile” richiamando il passato sostegno governativo a questa produzione (il Canada nel 1998 ha fatto ricorso alla Commissione sulle dispute commerciali del WTO contro l’Unione Europea per il progressivo divieto di produzione e utilizzo del cancerogeno nella Unione, fortunatamente senza esito).
Lo sforzo dell’ICA è quello di dare una parvenza scientifica alla minore pericolosità del crisotilo richiamando posizioni che ben conosciamo in Italia e oggetto di discussione prima del bando nazionale del 1992. Tra queste diverse “favole” quali : il crisotilo viene espulso agevolmente dai polmoni perché ha fibre di lunghezza maggiore rispetto agli altri asbesti; nella produzione di manufatti in cemento-amianto (come l’eternit) il minerale è inglobato stabilmente e non viene rilasciato nell’ambiente, molti altri paesi hanno introdotto severe misure di controllo e tutela grazie alle quali continuano le esportazioni, l’esposizione a 1 fibra/cm3 di aria non è pericolosa per la salute (nonostante sia un cancerogeno, il limite di esposizione professionale in Italia ed Europa è 0,1 fibre/cm3), infine il bando sarebbe il risultato di “improprie interferenze” politiche della Russia e del Kazakistan per incrementare le loro quote di mercato mondiale.
Una ulteriore motivazione – che interessa in particolare lo stato del Quebec (che ha una posizione diversa da quella del governo federale) – è costituita dai progetti di “recupero” delle montagne di residui sterili prodotti dalle coltivazioni delle miniere d’asbesto (che contengono fino al 40 % di amianto) per rivitalizzare l’economia depressa di quello Stato : si propone di trattarli per ricavarne magnesio (rimovimentando così l’amianto contenuto).
Tutto come da copione ben conosciuto in Italia, ricatto occupazionale incluso. In realtà la “battaglia scientifica” sulla presunta innocuità o minore pericolosità del crisotilo è stata persa anni fa dalle lobbies dell’amianto, quello che ora occorre raggiungere è la loro sconfitta nella “battaglia politica”, uno dopo l’altro sono i governi degli stati che lucrano sulla morte dei propri cittadini che devono essere spinti a decisioni giuste, irreversibili seppur tardive, come quella del governo canadese.
Per saperne di più e seguire la vicenda consigliamo di visitare il blog di Kathleen Ruff .: http://central.bcwebinc.com/~rightcan/

Occorre tenere la barra dritta per evitare che, negli USA come in altri paesi, si rimetta in discussione l’uscita dell’amianto da ogni filiera produttiva e di consumo.

Marco Caldiroli

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